giovedì 9 luglio 2009

Ufficio e mobili immersi nel verde

"L'ufficio nei boschi": uno straordinario connubio fra architettura, design e natura messo in opera dagli architetti Jose Selgas e Lucia Cano (Salgas Cano Architects)

Non è nè il rifugio dei folletti, nè la casa delle fate, ma un vero e proprio luogo di lavoro, dove arredo, mobilio e teconologie formano un continuo spazio-tempo fra uomo e natura: un panteismo delle origini ancorato alla realtà moderna, una sintesi perfetta di cose animate e inanimate fra urrealismo, futurismo e ambientalismo.


Si tratta di un lungo ufficio a forma di tunnel coperto da una finestra trasparente in plastica acrilica sottile appena 20 millimetri: interamente immersa nella natura l'architettura realizzata dal gruppo Salgas Cano che lascia sgomenti per bellezza e semplicità.

La luce entra in modo splendido e naturale, senza mediazioni: l’ombra è garantita da un muro opaco, spesso 11 centimetri e realizzato con strati di poliestere e fibra di vetro.
Per mantere fresca la temperatura interna, una delle ‘estremità’ dell’ufficio è collegata ad un sistema di puleggie, che abbassa e alza una lastra di vetroresina come un enorme ventaglio a mano che pompa aria.

L'ufficio dei boschi nasce come idea sperimentale: testare la produttività dei dipendenti all'interno di un luogo tranquillo, lontano dalla città e dallo stress.
L'abitudine a vivere immersi nel caos del traffico, delle strade, dei luoghi di incontro e degli uffici è una forma di routine che ha portato a convogliare i nostri sforzi in due direzioni diverse: concentrazione sul lavoro da svolgere e ricerca di manetenersi al di fuori della cornice caotica.
Le difficoltà di applicazione dunque richiedono quindi maggior sforzo di quanto immaginiamo.

I pro del ritrovarsi in un luogo lavorativo tranquillo, ordinato e che salti fuori gli schemi tradizionali del tipico "ambiente da ufficio" sono numerosi e ,direi, sorprendenti: miglioramento della produttività, dell'umore, del rapporto interpersonale fra colleghi, sviluppo di idee e maggiore entusiasmo applicativo.

L'idea di recarsi in un bosco in giacca e cravatta è ancora lontano dal format cui siamo abituati, ma chissà, che il ritmo incalzante e costante della società moderna non ci riporti ad assaporare il gusto della riscoperta della natura e del piacere di esservi immersi.

mercoledì 3 giugno 2009

Cenni di "storia del mobile"

Prima di affrontare il nocciòlo di questo blog, ovvero trovare l'arredamento giusto per il proprio ufficio o negozio, sarà utile, e perchè no, curioso, chiederci checos'è il mobile,qual'è la sua origine, e come siamo arrivati a considerarlo oggetto, non solo funzionale, ma anche e soprattutto elemento artistico ed espositivo.

Con la parola "mobile" si definiscono tutti quegl' oggetti d’arredamento che siano spostabili (e fin qui ci siamo).

Le primitive funzioni del mobile erano volte a proteggere e conservare i cibi dall'attacco degli insetti e dagli animali (anche domestici), a contenere gli abiti non indossati con particolare riferimento a quelli tessili, a svolgere più agevolmente le operazioni familiari o artigianali divenute più frequenti con il progredire delle tecniche.


Senza soffermarci troppo sullo sviluppo del mobile dall'antichità (primo utilizzo documentabile, pensate, a partire dagli Assiri) al Medioevo (quando il mobilio è ridotto all'essenziale con principale utilizzo di legno) farò un breve accenno alla storia del mobile moderno, passando dal Rinascimento, quando cioè le condizioni economiche di decisa floridità permisero la diversificazione come l’aumento in quantità e qualità di arredi fastosi e ricchi per le dimore, fino ai giorni nostri, con il mobile divenuto soggetto e punto focale dell'architettura d'interni e del design.

Dall'ampolosso e pedante stile barocco, al ritorno della semplicità e geometricità del "secolo dei lumi" assistiamo ad un profondo cambiamento di stile e utilizzo. Tale cambiamento significa qualcosa. Un indizio utile è osservare come la produzione del mobile sia cambiata nel tempo, dapprima legata alle capacità manuali degli artigiani, via via nel tempo sempre più sostituiti dal lavoro meccanico che, per sua stessa natura, almeno nel suo periodo di sviluppo iniziale, richiedeva la semplificazione delle forme.



Il 900 si apre con il fiorire dello stile Liberty, chiamato in modi diversi a secondo della nazione e universalmente conosciuto come "Art-Nouveau", nome che si pensa possa derivare da un negozio sito in Parigi che si chiamava Maison de l’Art Nouveau che iniziò a sfoggiare nelle proprie vetrine oggetti di arredamento dal nuovo ed innovativo design.

Una delle caratteristiche più importanti dello stile è l'ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto «a frusta». Semplici figure sembravano prendere vita e evolversi naturalmente in forme simili a piante o fiori.


A seguire è la volta dell’Art Decò. Un mutamento quasi radicale anticipato dal crescere del movimento Precisionista e da quello del Cubismo, come Braque o Pablo Ricasso che ne fu uno dei maggior esponenti, gli arredi Art-Decò si caratterizzarono per linee decisamente più rigide e figure geometriche abbandonando definitivamente le linee sinuose e mosse.
Oltre a queste influenze, l'Art Déco è caratterizzata dall'uso di materiali come l'alluminio, l'acciaio inossidabile, lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra, uso massiccio di forme a zigzag o a scacchi, curve vaste, motivi a 'V' e a raggi solari.


Grazie al Bauhaus la sensibilità verso la progettazione degli arredi aumenta. Lo stile caratteristico era semplice, geometrico e accurato. Uno dei principali obiettivi del Bauhaus fu di unificare arte, artigianato e tecnologia.
La macchina veniva considerata come un elemento positivo e quindi il design industriale e del prodotto ne erano componenti importanti. Veniva insegnato il Vorkurs, che corrisponde al moderno corso di fondamenti di design, che è diventato uno dei corsi fondamentali di tutte le scuole di architettura del mondo.
I maestri del movimento moderno si adoperano per trovare nuove soluzioni per tutti quegli oggetti che contribuiscono alla qualità della vita dell’uomo, sperimentando forme e materiali.